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Metano e GPL, una soluzione concreta al “Dieselgate”

Pubblicato il 5 Ottobre 2015

47 milioni di veicoli nel mondo contribuiscono significativamente alla riduzione di ossidi di azoto e polveri sottili. E c’è una nuova soluzione: il Diesel Dual Fuel

Dal 19 settembre, in seguito a un noto fatto di cronaca, la stampa internazionale ha fatto conoscere a centinaia di milioni di persone i NOx, ovvero gli ossidi di azoto. Sigle come EPA (Environmental Protection Agency) e CARB (California Air Resources Board) sono divenute note anche ai non addetti ai lavori.

Nella sola Europa, a fine 2014, le auto diesel circolanti erano più di 100 milioni, ovvero il 41% del totale; le immatricolazioni diesel rappresentano oggi il 53% del totale. Si tratta di una penetrazione enormemente maggiore rispetto a quella che si registra in altre parti del mondo e in particolare negli Stati Uniti.

Secondo le stime diffuse da The Guardian, il potenziale inquinante di 1 auto diesel non conforme alle normative americane si colloca tra le 0,021 e le 0,086 tonnellate di NOx all’anno, ovvero da 10 a 40 volte in più rispetto agli standard di omologazione per in nuovi modelli negli U.S.A.

Sono certamente ecologici, invece, i 47 milioni di auto che circolano nel mondo, alimentati a Metano (22,4 milioni) e GPL (25 milioni): si tratta quasi sempre di auto bi-fuel, quindi dotate di un sistema di alimentazione a combustibili alternativi che opera su un motore a ciclo otto. E sono ecologicamente migliorative, riducendo significativamente gli ossidi di azoto e le polveri sottili rispetto alle vetture diesel, maggior causa dell’inquinamento atmosferico e dei conseguenti effetti sulla salute che ne derivano.

EPA, dal canto suo, ricorda che il 95,1% delle emissioni di NOx negli U.S.A. sono dovute ai trasporti e che il gas naturale è in grado di ridurre dal 30% al 40% le emissioni climalteranti.

L’associazione mondiale dei produttori automobilistici, (OICA) ribadisce che metano e GPL riducono i NOx e le polveri sottili rispetto ai carburanti tradizionali, affermando inoltre che tale risultato viene ottenuto in modo estremamente efficace anche da miscele di diesel e metano.

L’innovazione tecnologica permette infatti una nuova modalità di utilizzo del metano per l’autotrazione: la tecnologia Diesel Dual Fuel che permette di rendere i motori diesel più puliti.

La miscelazione di metano e gasolio, in percentuali che possono raggiungere l’80% di sostituzione di quest’ultimo con il metano, infatti riduce drasticamente le polveri sottili e NOx prodotti dal motore diesel ed abbatte i costi di esercizio del veicolo. La maggior parte dei veicoli Diesel, siano essi autovetture, veicoli commerciali leggeri o veicoli pesanti, può oggi beneficiare dell’upgrade garantito da questa tecnologia.

Non è infatti casuale che sempre più Governi decidano, a livello internazionale, di sostenere in vario modo un ricorso sempre più massiccio al gas per autotrazione, individuato come la risorsa più ampiamente disponibile per ridurre in tempi brevi i diffusi problemi di inquinamento atmosferico (in Europa i trasporti stradali sono responsabili per il 71,9% delle emissioni totali di gas serra nei trasporti).

In Italia, ad esempio, l’utilizzo di queste soluzioni alternative è popolare da almeno 60 anni: il parco circolante a GPL e metano rappresenta infatti il 7,8% del totale e le nuove immatricolazioni hanno raggiunto una quota di mercato pari al 14,5% nel 2014. Includendo le conversioni di auto già circolanti, dal 2000 a oggi, più di 4,5 milioni di veicoli a metano e GPL sono stati immessi sul mercato.

Oltre alle implicazioni ecologiche, ne esistono anche di economiche: nella maggior parte dei Paesi, il gas per autotrazione ha un costo sensibilmente inferiore rispetto ai carburanti tradizionali.
Oggi, in Italia, Metano e GPL consentono un risparmio di quasi il 60% rispetto alla benzina e di quasi il 50% rispetto al gasolio: percentuali mai così alte da molti anni, che evidenziano chiaramente quanto questi carburanti permettano agli automobilisti una sensibile riduzione dei costi d’esercizio.

Una strategia di riduzione dell’inquinamento atmosferico nei trasporti, che voglia porsi obiettivi quantitativi e a breve termine, non può quindi prescindere dal ricorso sempre più ampio alle alimentazioni gassose, la cui tecnologia di riferimento è matura, sicura e permette di avvalersi già oggi di una rete di distribuzione capillare ed estesa, grazie a più di 100.000 stazioni di rifornimento nel mondo (oltre 73.000 GPL e oltre 26.000 metano), di cui 25.000 in EU15.